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DemocrAzione. Solo un altro blog?

21 giugno 2009
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permalink | inviato da democrazione il 21/6/2009 alle 21:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

8 aprile 2009
Considerazioni sul Terremoto d'Abruzzo
Salve a tutti, cari lettori.

Questa mattina volevo proporvi alcune mie riflessioni sul Terremoto che ha colpito l'Abruzzo.
Scrivo solo ora, a due giorni di distanza, non perchè sia un ritardatorio cronico, e tantomeno per insensibilità nei confronti del dolore di tanti Italiani.
Scrivo solo oggi, perchè ieri e ieri l'altro, ero troppo sconvolto, e non avrei trovato le parole.
Scrivo solo oggi, perchè fino a ieri le mie considerazioni mi parevano inani dinnanzi a questa catastrofe.
Ma ora, ragionando leggermente più a freddo, anche se il dolore e la disperazione rimangono forti, ho ritenuto che qualche riflessione potrebbe essere utile, per evitare che una tragedia di simile portata si possa ripetere.
Prima di cominciare a parlare, volevo però chiedere a tutti voi un pensiero, e a chi crede in un Dio, una preghiera, per tutti i fratelli italiani e stranieri colpiti in terra d'Abruzzo.
Se volete potete serbarli nel vostro cuore, se preferite potete lasciarli qui come commento.

Cominciamo ora con l'analizzare i dati tecnici del sisma e i bilanci (purtroppo ancora provvisori) dei danni provocati.

La scossa del 6 aprile, avvenuta alle ore 3.32 della notte, è stata di 5,8 gradi  della Scala Richter(6,3 considerando la Magnitudo Momento). Ad essa sono seguite altre numerose scosse, delle quali 5 hanno superato i 5 gradi della Scala Richter.
Il bilancio (ricordiamo, purtroppo ancora provvisorio) dei danni sulla popolazione è il seguente:
235 morti, 1500 feriti, 25.000 senzatetto.
Per quanto riguarda l'aspetto economico (ovviamente in secondo piano in momenti come questo, ma di primaria importanza per quando si dovrà ricostruire) è di circa 1.500.000.000 €  per quanto riguarda l'edilizia, mentre il danno complessivo risulta essere circa 3.500.000.000 €.

Ora, vorrei riportare i dati di un altro terremoto, avvenuto lo scorso anno.
Zona colpita: Iwate-Miyagi (Giappone)
Data: giugno 2008
Magnitudo 7.2 della Scala Richter (30 volte più forte rispetto a quello abruzzese)
Bilancio vittime: 13 morti, meno di 350 feriti, circa 2000 sfollati.

Ricordo che la zona che è stata colpita dal terremoto in Giappone non era disabitata, anzi.

E un terremoto, 30 volte piu potente, ha portato a "sole" (ovviamente nessuno vuole sminure quelle morti, intendo dire che sono numericamente poche rispetto alle abruzzesi) 13 vittime.

Ora, perdonatemi, avrei voluto scrivere di più, ma mi sono reso conto che è ancora difficile farcela per me.

Probabilmente tra qualche giorno (o settimana) riuscirò a portarvi tutte le mie considerazioni, ma adesso mi sono reso contro che è ancora troppo presto.

Lascio quindi a voi il compito di trarre conclusioni e considerazioni da ciò che ho scritto, e vi chiedo perdono per non aver terminato questo post, ma prima che blogger siamo tutti uomini, e per un uomo può essere difficile cercare di dare voce ai suoi pensieri, quando il dolore soffoca le parole.

Un saluto a tutti, buona giornata.

Forse nel pomeriggio mi farò sentire nuovamente, prima della mia partenza di domattina per le vacanze Pasquali.

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permalink | inviato da democrazione il 8/4/2009 alle 8:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

7 aprile 2009
Serata in ricordo di Giorgio Marincola

Salve a tutti, cari lettori.

Oggi volevo innanzitutto ringraziarvi per le vostre visite, una media di più di 1000 visite al giorno, per quasi 4000 visite totali sono davvero molto più di quanto mi aspettassi!
Spero di non deludere le aspettative di voi che, probabilmente incuriositi dall'apertura di un nuovo blog, avete voluto vedere che aria si respirava qui su "DemocrAzione". Spero vivamente che sia un'aria di rinnovamento e dialogo, un'aria giovane, che riempia i polmoni di chi si appresta a leggere queste pagine.
Rinnovo inoltre il mio invito ad iscrivervi al gruppo "Il Caffè degli Intellettuali Democratici", che ricordo essere aperto a tutti, a prescindere dall'orientamento politico.

Torniamo a noi: oggi voglio presentarvi un personaggio che molti di voi già conosceranno, ma che forse qualcuno non ha mai sentito nominare. Il martire della Libertà e della Resistenza Giorgio Marincola, morto a 21 anni, nell'ormai soppresso e abbandonato comune di Stramentizzo, ove ora si trova un bacino artificiale utilizzato a scopo idroelettrico. Voglio evitare che anche il suo ricordo venga sopresso e abbandonato.

Giorgio era nato nel 1923 sotto il caldo sole di Mahaddei Uen nella Somalia Italiana. Il padre Giuseppe, maresciallo maggiore di fanteria, riconobbe il figlio meticcio, e lo portò in Italia insieme alla sorella.
Giorgio cresce quindi in un'Italia segnata dal fascismo, e nel 1941 si iscrive a Medicina, per studiare le malattie tropicali che affligevano il suo paese di orgine, per poter così ritornare in Somalia a dare il suo aiuto al popolo della madre, che era per metà anche il suo popolo.
All'inizio della Resistenza, nel 1943, Giorgio è poco più che un ragazzo, ha 20 anni, e la sua situazione è critica: è uno studente nero e antifascista. Egli decide quindi di entrare nei reparti partigiani del glorioso Partito d'Azione (il suo insegnante di Storia e Filosofia del Liceo, Pilo Albertelli, era stato fra i fondatori del Pd'A e morirà anch'egli per mano nazista nel 1944).
Dopo la Liberazione di Roma, nel 1944, troviamo Giorgio nella fila del SOE, il Servizio Segreto Britannico, col nome di battaglia “Mercurio”.
Il
18 gennaio 1945, fu imprigionato dalle SS nel carcere di Biella e di lì trasferito a Villa Schneider, presso il comando della polizia militare tedesca. Qui lo costrinsero a parlare durante una trasmissione di Radio Baita. Come già successo ad altri partigiani catturati, Giorgio avrebbe dovuto denigrare la Resistenza. Scelse  invece, con grande coerenza e ancor maggiore coraggio, di esaltarla, scagliandosi contro il regime fascista. La trasmissione venne interrotta a suon di botte. Fu quindi trasferito al carcere de Le Nuove, a Torino, e poco dopo, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, nel Lager di Bolzano.
Il
30 aprile 1945, all’arrivo degli alleati, Giorgio si rifiutò di recarsi in Svizzera su un mezzo della Croce Rossa. Decise invece di raggiungere la Val di Fiemme, dove i partigiani e la popolazione temevano ancora rappresaglie da parte dell’esercito nazista in ritirata. E proprio i nazisti lo uccisero, nel fiore dei suoi 21 anni, lontano da dove era nato, in quell'Italia a cui Giorgio aveva dato tutto se stesso, fino all'estremo sacrificio, nei pressi di Stramentizzo, il 4 maggio 1945, nell’ultima strage nazista consumatasi sul territorio italiano.

L’esempio del partigiano Italo-Somalo Giorgio Marincola è significativo in tempi di xenofobia e leggi che discriminano i cittadini su base etnica all’accesso ai diritti fondamentali, come la sanità.

Per questo invito tutti voi a partecipare all’incontro organizzato dall’ANPI che il 9 aprile si svolgerà a Piacenza, alle ore 21, presso l’Auditorium Sant’Ilario in via Garibaldi al numero 17.

Termino lasciando la parola a Giorgio, riportandovi le  magnifiche parole di coraggio, libertà e dedizione alla Resistenza, alla Patria e al Popolo, che ebbe l’ardire di pronunciare a Radio Baita, davanti ai nazisti allibiti, che non tardarono ad interromperlo con la violenza e le percosse: uno dei mezzi preferiti con cui i regimi di tutto il mondo tentano di tenere testa ai nobili ideali di Libertà, Democrazia, e vero amore per la Patria e per il proprio Popolo.

"Sento la Patria come una cultura e un sentimento di libertà, non come un colore qualsiasi sulla carta geografica... La Patria non è identificabile con dittature simili a quella fascista. Patria significa Libertà e Giustizia per i Popoli del mondo. Per questo combatto gli oppressori"


6 aprile 2009
6 Aprile 2009: Nasce il gruppo "Il Caffè degli Intellettuali Democratici"
 
Prima di iscriversi a questo gruppo bisognerebbe porsi una domanda: nella moderna società di massa la figura dell'intellettuale può ancora trovare spazio, o è condannata inesorabilmente a soccombere?

Perchè, se così fosse, il tentativo di creare un luogo di libero pensiero, discussione, cultura e analisi politico-sociale, come "Il Caffè degli Intellettuali Democratici", sarebbe inane, se non addirittura pernicioso.

Al contrario, se si ritiene che l'intellettuale possa non solo trovare spazio all'interno del dibattito politico e sociale del Paese, ma debba anzi occuparvi un ruolo di primaria importanza, si può ben comprendere quanto sia non solo utile, ma perfino necessaria l'esistenza di un odierno foro (o agorà che dir si voglia) ove ritrovarsi e dialogare al fine di sviluppare un confronto dialettico che risulti realmente costruttivo.

Personalmente ritengo che nella società contemporanea l'intellettuale possa portare avanti le sue istanze unicamente se in grado di reinventarsi alla luce dell'oggi, rifuggendo l'arroccamento su posizioni teoriche puramente ideologiche che non abbiano alcun risvolto pratico, ma sapendo dare risposte concrete ai veri bisogni culturali e sociali del Popolo e del del Paese.

E quale luogo migliore di un Caffè, perchè diversi individui con diverse esperienze e sensibilità culturali, possano incontrarsi e confrontarsi fra di loro, nella libertà e nel rispetto delle singole opinioni?

Per questo è nato "Il Caffè degli Intellettuali Democratici".

Se anche tu, che hai avuto la pazienza, se non la pertinacia, di leggere questa presentazione, condividi lo spirito che ha condotto alla creazione di questo gruppo, aderisci, e potrai così condividere il tuo pensiero con quello degli altri avventori del "Caffè".

http://intellettualidemocratici.gruppi.ilcannocchiale.it/

5 aprile 2009
5 Aprile 2009: Nasce il blog DemocrAzione
In data Domenica 5 Aprile 2009 nasce, sperduta nell'infertile deserto dell'indifferenza, questa "Baracca Virtuale", che vuol essere luogo di libera informazione, discussione, cultura e analisi politico-sociale.

Il nome che le è stato conferito "DemocrAzione" è indicativo dello spirito che ha condotto ad edificarla.

Se in questi tempi vogliamo davvero giungere al tanto anelato "cambiamento" (o rinnovamento, che dir si voglia) che in molti vanno predicando a parole, dobbiamo cambiare le nostre menti, il nostro modo di pensare, il nostro modo di intendere la politica, la società e, (facile dirlo ora, in tempi di crisi globale) l'economia. Ma dobbiamo anche cambiare profondamente il nostro modo di agire.

Per fare questo dobbiamo unire il pensiero democratico all'azione politica e sociale, senza scadere in un pragmatismo svuotato di contenuti culturali e morali, ma senza neppure arroccarci su posizioni teoriche puramente intellettualistiche ed ideologiche che non abbiano alcun risvolto pratico.

Non intendo con questo svalutare il ruolo degli intellettuali, che ritengo al contrario di primaria importanza, intendo invece attaccare coloro che amano parlare e costruire inani discorsi col solo scopo di nascondere il veri problemi del Paese.

Il nome del blog richiama anche, non lo nascondo, il nome di due Partiti Italiani, che in momenti storici differenti, ma simili sotto molti punti di vista, hanno cercato di opporsi a coloro che si celavano dietro la demagogia per portare avanti interessi privati e per negare la libertà al Popolo e di rinnovare il sistema politico e sociale Italiano, per renderlo più democratico, rappresentativo e al passo coi tempi.

Questi due Partiti sono il Partito d'Azione e il Partito Democratico.

Chiarisco immediatamente la mia posizione riguardo ai Partiti, prima di creare spiacevoli fraintendimenti: personalmente credo nel loro ruolo, il quale è riconosciuto anche dalla Costituzione, ma aborrisco l'idea che colui che ad essi aderisce debba necessariamente appoggiare ogni loro scelta e ogni azione. Questo modo di intendere il Partito appartiene al fascismo o allo stalinismo, non alla democrazia.

Al contrario ritengo che il Partito debba essere la sede privilegiata del confronto dialettico, dove ognuno porti il suo pensiero, arricchendolo e forgiandolo nel dialogo, per costruire con gli altri qualcosa di nuovo, che non sia unicamente l'insieme delle singole idee, come una poesia che sappia commuovere l'animo umano non può essere semplicemente un insieme di singole parole, ma ben di più.

Chiarito questo punto, torniamo al blog, a questa “Baracca Virtuale”.

Spero vivamente che ad esso contribuiscano persone con sensibilità diverse, ed invito tutti coloro che credono nel dialogo e nel confronto a parteciparvi, qualsiasi sia il loro credo politico.

Personalmente non mi celo dietro a veli di alcun genere e vi dico apertamente che mi sono sempre considerato, e mi considero ancor oggi, a diciannove anni, un uomo di centro-sinistra. Ma credo anche che il termine sia stato abusato, distorto, ed infangato per mano di certi politicanti, che nel nostro Paese hanno badato più ai loro sporchi interessi personali, che al bene del popolo Italiano. Non per questo ho scelto di rifugiarmi nell'antipolitica perchè penso che la filosofia di coloro che attaccano indiscriminatamente un sistema (che di certo è malato), senza però fare il minimo sforzo per cambiarlo, per muovere delle critiche costruttive, per costruire insieme qualcosa di nuovo, limitandosi ad urlare slogan riempiti di demagogia retorica, per nascondere la completa mancanza di contenuti, non possa far altro che portarci tutti quanti al completo fallimento e gettarci (se possibile ancor più di ora) nel fango dell'indifferenza e del qualunquismo. Ho deciso quindi di aderire al Partito Democratico.

Ora penso di avervi tediato a sufficienza, per questo lascio a voi la parola, perchè questo blog possa divenire una splendida Wunderkammer, grazie al contributo di tutti voi, viandati che avete scelto di fermarvi scuotendovi di dosso l'indifferenza che ci circonda ed entrare in questa spoglia baracca, per darle vita.


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permalink | inviato da democrazione il 5/4/2009 alle 20:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

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